
Tutti i diritti riservati
2022-2023-2024-2025
La Chiesetta di Gemù, situata nei confini storici tra Sormano e Asso (Pieve di Asso), è un piccolo luogo di culto ricco di storia, devozione e arte locale.
Fondazione (1558): La chiesa fu fatta edificare da Giovanni Antonio Binda, originario di Gemù e sarto a Milano. Egli donò le sue rendite ai monaci Benedettini Olivetani di Civate affinché celebrassero la Messa quotidiana e distribuissero ogni anno pane ai poveri.
La contesa e i secoli successivi: Dopo la prima gestione dei monaci, si aprirono contese sui legati e sul numero di religiosi residenti. Successivamente, la gestione e l'assistenza spirituale passarono ai cappellani locali.
Visita Pastorale del 1752: Dalle descrizioni del cardinal Pozzobonelli la chiesa risulta dedicata alla Beata Vergine Maria. Vi si segnalavano un'unica navata, la cappella maggiore, la cappella di San Carlo, due sepolcri sotterranei (per i monaci e per il fondatore Binda) e un piccolo campanile a vela.
Interventi del 1957: A causa dello stato precario del tempio, furono realizzati importanti lavori di ripristino (tetto, campanile, facciata e pareti interne) grazie al contributo dei fedeli e del Comune di Asso.
Restauro integrativo (1985-1988): Viene rinnovata la pavimentazione; al posto della vecchia botola per il sotterraneo, viene costruita una scala di accesso alla cripta, visibile oggi attraverso una lastra di vetro. Negli anni successivi vengono integralmente rifatti il tetto e la facciata, oltre al restauro curato dal pittore Monti, che ha ridonato splendore agli affreschi e al paliotto dell'altare.
All'interno della chiesa si conservano tre pregevoli tele di area lombarda:
Annunciazione (Altare maggiore - prima metà del XVIII sec.): Raffigura la Madonna in preghiera di fronte all'Angelo, con cherubini e dettagli di vita domestica sullo sfondo.
Gesù nell'orto degli ulivi (Parete destra - metà del XVII sec.): Rappresenta Cristo confortato da due angeli.
Sant'Antonio e San Paolo eremiti (Seconda metà del XVI sec.): Mostra i due santi in preghiera ed, in secondo piano, l'incontro tra Sant'Antonio e il centauro immersi in un paesaggio collinare.
